
Finalmente aperta la galleria multimediale più lunga d’Europa.Prima la riqualificazione e messa in sicurezza, poi, cinque milioni di euro scarsi per dotarla di infrastruttura tecnologica, fondi PNRR Next Generation EU.Tranquilli: non sono soldi nostri. Sono solo soldi pubblici.
E cosa ci aspetta in fondo al tunnel?
Dal 16 dicembre, per un intero anno solare, potremo ammirare DATA TUNNEL, opera site specific di Refik Anadol, proiettata senza sosta, come il tempo profondo della natura. O come un salvaschermo particolarmente costoso.
La descrizione ufficiale parla di “esperienza meditativa”, “sogno naturale”, “flusso visivo generato digitalmente”.Traduzione: onde visive e sonore in loop su 1000 metri quadrati di LED curvi di ultima generazione.La DAG, per gli amici: la Digital Art Gallery più grande d’Europa. Perché quando si esagera, è bene farlo in grande.
L’ingresso è gratuito, previo rito iniziatico della prenotazione online.Orari umani, capienza industriale: fino a 490 persone contemporaneamente, tutte a meditare insieme per cinque minuti netti. Tornare? Inutile. Il sogno è sempre lo stesso. La natura, invece, cambia.
Peccato che non tutti possano sognare.Restano fuori:chi non sa prenotare online, cardiopatici, epilettici, fotosensibili, persone nello spettro autistico, ipovedenti, persone in carrozzina, ansiosi cronici.E i cani.Una selezione naturale molto raffinata. Darwin, scansati.Gardaland, nel confronto, sembra un progetto pilota di inclusione sociale.
Domenica 21 dicembre l’esperienza meditativa ha raggiunto le prime vette:tornelli bloccati, due blackout, decine di visitatori lasciati al buio nel tunnel.Un’immersione totale nell’ignoto. Profondissima.
Nel frattempo, quello che era un normale collegamento ciclopedonale è diventato un’opera concettuale sulla privatizzazione del passaggio.Chiuso dalle 20 alle 7.In bicicletta si passa solo quando l’arte dorme (in estate: mai).A piedi si può, ma con PASS annuale, richiesto online, perché camminare liberamente è sopravvalutato.
E ora, il vero capolavoro: i costi di gestione.
• € 314.760 all’artista per “concedere in uso” l’opera per un anno.
• € 200.000 annui di elettricità, pagati dal Comune.
• € 250.000 annui per personale e sorveglianza, pagati dalla Regione.
Totale: € 764.760 all’anno.
Tradotto per i non addetti ai lavori:€ 63.730 al mese.Quasi 64.000 euro per mantenere acceso un tunnel che guarda se stesso.
Una parte di questa cifra arriva dall’addizionale IRPEF comunale, pagata dai cittadini che vivono con meno di 1.000 euro al mese.Meditazione forzata, ma fiscale.
Ricordatevelo bene: quasi 64.000 euro al mese.
Ogni mese.Per un sogno digitale.A carico della realtà. Anna Cecchini



Rispondi