
Una situazione paradossale quella vissuta ieri sera in Consiglio comunale, una delle tante a dire il vero. Ma questa volta a farne le spese è la fascia più povera della popolazione: chi non guadagna nemmeno 1000 euro al mese.
Se il vizio di mettere le mani nelle tasche di chi ha poco è ampiamente diffuso, a destare scalpore sono le dichiarazioni di alcuni rappresentanti della maggioranza consiliare che a parole hanno condannato la manovra, ma poi non hanno esitato a pigiare il tasto “sì” al momento del voto.
Uno, il mio omonimo, ha addirittura rimesso la delega ai rapporti col Consiglio comunale. Un gesto apprezzabile, con un significato sul piano simbolico, ma che non definirei eroico.
La delibera sull’abbassamento della soglia di imponibilità dell’Irpef, ovvero sull’aumento della platea dei cittadini tenuti a pagarla (dal 33% al 39% dei goriziani), dovevamo già discuterla nella seduta del primo dicembre, ma il Sindaco inaspettatamente (per noi) l’ha ritirata e lo ha fatto dando una motivazione: il vaglio di possibili alternative.
Non che ci credessimo, lo sapevamo che le sollecitazioni erano arrivate da alcuni Consiglieri di maggioranza piccati per non essere stati messi a conoscenza della manovra nei modi e nei tempi imposti dalla correttezza politica e istituzionale, ma ci aspettavamo che gli stessi piccati avrebbero poi preteso un cambio di passo.
No, niente di tutto questo: nessuno felice e orgoglioso di votare la delibera, ma tutti alla fin fine disposti, pur nell’imbarazzo, a farlo. Tutti meno uno: il Consigliere Obizzi. Una “defezione” non casuale, forse la rappresentazione plastica della prossima campagna elettorale. Sarà lui il candidato Sindaco? E starà bene a Lega e Fratelli d’Italia un altro candidato di Forza Italia che a Gorizia conta ben poco? Lo staremo a vedere.
Ci dicono che va tutto bene in maggioranza, che noi siamo brutti e cattivi nel vedere mali di pancia dove non ci sono che è un po’ come dire a una persona “non pensare a una mela rossa” e aspettarsi che quella persona non pensi come prima cosa proprio a una mela rossa.
Excusatio non petita, accusatio manifesta si suol dire, anche se c’è qualcuno che nemmeno si è degnato di dire “A”. Il Consigliere Bandelj della Slovenska Skupnost, che vanta il record di assenze dai banchi del Consiglio, tanto che da inizio mandato si vocifera di una sua imminente dimissione, da remoto si è collegato per votare a favore. Almeno ora è chiaro perché le sue dimissioni saranno imminenti fino alla fine della consigliatura e quale sia la sua funzione all’interno dell’aula.
Ma torniamo alla proposta, oggi triste realtà. Le casse del Comune sono davvero così mal messe da dover tassare i poveri per ricavare 250 mila euro? Pare di sì e la difficoltà con cui ieri la maggioranza consiliare ha dovuto ingoiare il rospo è la prova che le conseguenze, se non lo avessero fatto, sarebbero state pesanti… per la tenuta del Sindaco e della giunta, ovviamente.
Alla fine di un anno come GO!2025 ci troviamo a raschiare il fondo del barile per qualche spicciolo.
Di proposte alternative ne sono state date diverse, qualcuna forse più facilmente applicabile di altre, ma quello che è certo è che non si doveva, dopo appena due anni, rimettere nuovamente mano all’Irpef. Dalla sua reintroduzione con l’aliquota quasi massima nel 2023 (0,7 con un massimo previsto dalla legge dello 0,8%) e soglia di imponibilità a 18 mila allo 0,7 con soglia di imponibilità a 15 mila dal 2026.
Ai cittadini resta l’amaro in bocca nel constatare che il 2025 non è stato il volano come ci avevano fatto credere e che la cultura non è stata il mezzo per aumentare il benessere di chi vive in città, solo le tasse.
Ma avremo una Galleria multimediale, abbiamo un obelisco variopinto sotto al quale dormono alcuni disgraziati in cerca di una vita migliore, abbiamo concerti gentilmente offerti per illuderci per qualche ora che va tutto meravigliosamente bene.
E abbiamo un ascensore al Castello. Anzi no, quello no. Eleonora Sartori



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