
“Volete il male della città”… Gne Gne Gne… “Noi guardiamo avanti, voi solo indietro”… Arigné gne Gne… Piangono, in comune. E ammettono che, sì, effettivamente hanno fatto una cazzata. Volontariamente? Può essere, visto che la convenzione col demanio è del 2021, non un secolo fa, in pieno primo mandato di Ziberna, con assessori, gli stessi da 20 anni, in piena cresta alta.
Ipotizzo che sia andata così: Fedriga spinge per la Dag da fare entro il 2025, qualcuno fa notare che c’è la convenzione da superare, ma non c’è il tempo tecnico – ci vogliono troppi passaggi amministrativi e non c’è il tempo per farli – si chiudono tutti e due gli occhi e si va avanti, sperando che quelli del Forum siano impegnati solo sulla decima Mas e non si accorgano. Segue successo di pubblico, dietro il quale adesso si trincerano per dire che ormai “il popolo vuole la Dag” e cosa sarà mai una convenzione violata… A parte che il popolo voleva anche Mussolini e Hitler, senza scomodare Barabba e Gesù, ma il punto è: è vero o no che c’è stata una chiamiamola superficiale gestione della parte tecnica per quanto riguarda la Dag? Si, è vero, prova ne sia che stanno correndo, per loro stessa ammissione, ai ripari col demanio.
È vero che la convenzione parla di cessazione immediata della convenzione qualora la galleria venisse utilizzata per altro scopo che non fosse quello “stradale”? Si, è vero. E è vero anche se gridano allora rivolete il comunismo! E allora le foibe? e altre banalità simili che tirano fuori ogni volta che vengono beccati in castagna, come i bambini con le dita sporche di Nutella.
Chi vuole il bene della città è chi rispetta le regole, non certamente chi non le rispetta. Ed è trasparente, quando amministra. Vi tralascio le difficoltà per avere i documenti, con regolari accessi agli atti fatti come consiglieri.
Risposte scritte promesse in Consiglio e mai arrivate, documenti che non ci sono – la modifica della convenzione in questo caso – ma non viene detto che non ci sono.
Rispettare le regole, le procedure, è l’unico modo per abbattere i rischi di incorrere in brutte sorprese poi. Certo, ci vuole tempo, ci vuole più tempo, e bisogna tenere gli occhi aperti anche quando qualcuno ti suggerisce di chiuderli “perché non c’è tempo”.
Siamo pieni di “ma tanto cosa vuoi che succeda”, di superficialità, dimenticanze o sottovalutazioni finite in disastro, e Ziberna dovrebbe saperlo benissimo. Parafrasando il grande Lebowski, “non è il Vietnam, è la cosa pubblica: ci sono delle regole.” Rispettatele, tutte, e poi potete parlare di chi vuole il bene della città. Andrea Picco



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