
In questi giorni di festa, avendo più tempo libero, mi sono dilettata a leggere post, commenti, considerazioni varie sulla città, il Natale, la presenza di tanta gente e, ovviamente, la Dag.
Come Consigliera comunale ho ritenuto doveroso, assieme al Consigliere Andrea Picco e al Consigliere di Nova Gorica Gabrijel Fišer, fare il punto su alcune questioni inerenti al lascito di GO!2025 in occasione di una conferenza stampa.
Restringendo il campo, mi permetto alcune considerazioni sollecitate dalla lettura odierna del quotidiano, nello specifico:
“Inflazione galoppante e caro tariffe comunali. Il conto sale di 500 euro”
“Galleria Bombi al buio per tre ore il 31 dicembre “Sovraccarico di energia”
Innegabilmente la Digital Art Gallery è la protagonista di queste festività e, di conseguenza, trova ampio spazio sulle pagine dei quotidiani. Anche in occasione della conferenza stampa ho cercato di spiegare un punto di vista a mio avviso semplice, ma che rischia di essere etichettato come “contro” da tutti quelli che plaudono all’iniziativa e che dunque sarebbero i “pro”.
Ormai siamo abituati a questo modo di fare e pensare: se osi dire “ma”, allora sei contro. Solo qualche anno fa affermare che il green pass era una misura più che discutibile ti faceva finire nel calderone dei no-vax. Ma ormai va così, si semplifica per polarizzare i punti di vista anche quando i portatori di questi punti di vista non si sentono affatto dei poli.
Cha la Dag sia bella, sensazionale, emozionate sta al visitatore dirlo. Che si tratti di arte a chi di arte se ne intende. Che si tratti di IA a chi ne sa di IA. A chi amministra la città e a chi vuole esprimere un parere politico su come vengono utilizzate le risorse pubbliche spettano altre considerazioni.
La prima riguarda il bilanciamento tra spese e introiti. Delle spese Anna Cecchini vi ha già parlato in un contributo precedente:
- importo complessivo (comprese opere strutturali e messa in sicurezza per allontanare l’acqua) € 9.000.000 (fonte conferenza stampa Comune)
- infrastruttura multimediale per la visualizzazione immersiva di opere d’arte digitali: impegno € 4.858.077,07 di cui contratto con ELECTRON ITALIA S.R.L.; CICALESE IMPIANTI S.R.L € 3.137.047,50 (fonte decreto EDR)
- costi di gestione: € 314.760 all’artista per contratto di licenza d’uso per un anno (fonte Decreto EDR);€ 200.000 annui di elettricità, pagati dal Comune (fonte conferenza stampa Comune); € 250.000 annui per personale e sorveglianza, pagati dalla Regione (fonte conferenza stampa Comune)
Totale: € 764.760 all’anno.
Introiti: tanti visitatori che non pagano alcun biglietto. Riversano in città altri danari, a parte i bar di piazza Vittoria? Chi lo sa… Forse sì, forse no. L’unico dato certo a livello comunale sono i € 200.000 annui di elettricità, pagati dal Comune.
Da dove vengono questi soldi? Dagli investimenti? Non credo, ma dalla parte corrente, proprio quella che sta messa maluccio e per la quale si è dovuti raschiare il fondo del barile con l’ampliamento della platea dei paganti Irpef.
Dalla stampa di oggi il cittadino apprende:
- dell’abbassamento della soglia di imponibilità Irpef (da 18 a 15 mila euro di reddito annuo lordo)
- dell’aumento del 10% del ticket parcheggi per i residenti
- dell’aumento del 7% dei servizi educativi e scolastici
- dell’aumento del 3,5% dei nidi
- di aumenti vari e generalizzati per palestre, punto giovani…
Accanto a questi aumenti marchiati Comune di Gorizia si aggiunge implacabile l’inflazione che pesa circa 345 euro l’anno.
La battuta ce la serve il giornale quando scrive che il Municipio deve alimentare la spesa corrente e subito dopo fa riferimento al sovraccarico di energia di Galleria Bombi.
In pratica 500 euro di aumento del caro vita per 400 famiglie goriziane sarebbero stati comodamente coperti con le spese della Galleria, facendo riferimento solo alla corrente elettrica. 500 euro che sarebbero stati spesi magari proprio in città.
Ci sarebbero altre cose da aggiungere rispetto ai continui guasti e alla vicenda giudiziaria tra la Consortile e l’EDR per far capire che un’opera del genere porta con sé moltissime criticità che dovrebbero avere una contropartita che, probabilmente, non ci sarà.
Chi amministra questi conti della serva deve farli e non solo per buona creanza ma per mandato istituzionale. Si può anche investire e scommettere su qualcosa di straordinario ma, a mio avviso, con studi di fattibilità seri e realistici. E non basandosi sui numeri delle feste, periodo in cui una buona parte di persone ha più tempo e più soldi a disposizione.
I tempi che viviamo sono di vacche magre, basta guardarsi in giro e contare il numero di famiglie che deve scegliere se fare la spesa o scaldarsi, che non riesce a pagare l’affitto… Famiglie gorizianissime.
Per questo la Dag, oggi, è come le brioches che si propongono a chi non ha nemmeno il pane. Eleonora Sartori



Sono veramente scan-da-liz-za-ta da queste spese, di cui la maggioranza inutili o unicamente sensazionalistiche e propagandistiche..
Condivido in toto i vostri “ma”, suffragati da fatti e cifre e quindi non assimilabili a banali “contro”, e soprattutto già esposti in momenti e sedi ufficiali, dove però non si riesce a incidere come meriterebbe!
Ma sapete cosa mi scandalizza ancor di più? La mancata partecipazione e protesta diretta dei cittadini, neppure quando toccati nel portafoglio e offesi da indegne “strategie” dell’attuale maggioranza del governo comunale.. se pur rammaricati del loro voto, mica aspetteranno le prossime lontane elezioni per far sentire la propria voce!
Alla seduta consiliare per l’ampliamento della fascia dei paganti IRPEF, che pur pesa sui redditi medio-bassi, esigua partecipazione dei “soliti perseveranti” e, dai banchi dei votanti nemmeno il dovuto rispetto nell’ascoltare gli interventi e le alternative proposte dall’opposizione (che non è solo Sinistra, come ha precisato Roldo!).. Tutti attaccati al cellulare e pronti solo a facili battute e a raggiungere, con ogni modalità, il numero utile al raggiungimento dei loro obiettivi..
Gorizia sveglia.. il 2025 è finito, ma il 2026 e il futuro goriziano va sostenuto da noi, a partire dalle battaglie per la sanità locale, l’assistenza ai fragili, il nostro bel mercato, infrastrutture parcheggi strade illuminazione e altre ne avrei. Simonetta