
Di chi è l’infrastruttura? Non risponde.
In capo a chi è la sicurezza? Non risponde.
Con quale atto è stata limitato l’accesso a pedoni e ciclisti? Non risponde.
Il Biciplan, adottato dalla Giunta, è coerente con l’esposizione multimediale? Non risponde.
Eppure ha parlato per 15 minuti, impiegati per ridicolizzare e sminuire l’interlocutrice, accusandola di non aver chiesto – falso – e, aspetto peggiore, di gettare discredito sui funzionari e sui dirigenti.
Le domande sono state fatte, più volte e in diverse modalità, ma anche se ciò non fosse accaduto è compito di ogni consigliere comunale chiedere, approfondire e anche criticare.
Le risposte devono entrare nel merito delle questioni e non essere attacchi personali.
Si hanno le conoscenze e le competenze per rispondere punto su punto senza rivoltare la frittata?
Soprattutto, si ha l’umiltà di ammettere di aver agito superficialmente, assumersene le responsabilità e impegnarsi per il ripristino della legittimità?
E come la mettiamo con il Biciplan, che abbiamo lautamente pagato, che la Giunta ha adottato e che fa passare per galleria Bombi la viabilità ciclabile primaria, il FVG3 etc…?
Risposta: Eh, bon, lo cambieremo”!
Quisquilie, bazzecole, questioni irrilevanti come irrilevante è l’identità politica di chi muove le accuse per il nostro primo cittadino.
Ma perché prendersela tanto, allora? Perché reagire così scompostamente?
È fare il bene della città non rispondere alle questioni sollevate dai consiglieri comunali e dalle cittadine e cittadini? Eppure ne hanno avuti di giorni per prepararsi a rispondere, prima di trovarsi in Consiglio comunale.
Temo, però, manchino gli argomenti. E quando mancano gli argomenti, solitamente si passa agli insulti. Eleonora Sartori



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