
Sette domande, una settimana per prepararsi. Riccardi si presenta con 10 aiuti da casa, 9 uomini e una donna, a cui non verrà mai data parola, composizione che fa capire che in sanità l’uomo comanda, la donna corre per i corridoi degli ospedali.
Le domande sono puntuali, le risposte evasive, politichesi nonostante siano i tecnici a darle. UTIC resta? Sì, ma non si sa per quanto. Pronto soccorso: si ristruttura? Si, ma non si sa quando. Casa di comunità, l’abbiamo inaugurata, non si sa quando andrà a regime. Medici di medicina generale: non sappiamo quando li riavrete e chiuderemo gli ASAP. Non è vero che le visite di controllo a cardiologia sono state annullate, o forse si, nel senso che forse sono state sospese e non ancora ripristinate.
L’unica risposta netta è per urologia: va a Trieste, mettetevela via. Questo quello che si è visto. Considerazioni a margine, anche soprattutto su quello che non si è visto.
Primo dato: si sono presentati in 10, meno male che le cose vanno bene per loro… in due minuti, alla fine, il dottor Adami, portavoce del comitato, li ha demoliti punto per punto.
Secondo dato: maggioranza in religioso silenzio, se si eccettua la Lega che dopo il dossier Cisint il minimo sindacale sull’urologia lo doveva dire.
Fratelli d’Italia muti, e sí che dovrebbero esser fratelli di quelli che a Pordenone è un anno e mezzo che attaccano furiosamente Riccardi sulla sanità. A Gorizia tacciono, evidentemente va tutto bene.
Terzo dato: Ziberna zerbino del potente di turno, in un anno e mezzo non si è mai visto a fianco dei cittadini, sempre a quello dell’assessore. Ha prima dato l’ok attraverso l’assessora Gatta allo spostamento dell’Utic a Monfalcone, poi al piano oncologico che di fatto spoglia l’ospedale di Gorizia. Commissariato oltre che all’opposizione dalla sua stessa maggioranza, costretta a sua volta dal comitato dei cittadini a schierarsi contro di lui per non intestarsi la morte della sanità a Gorizia, ha tentato di difendere la sua posizione chiamando due volte in soccorso Riccardi, la seconda, ieri, col plotone al seguito. Il vero sconfitto è lui, inadatto al ruolo, perchè incapace di tutelare la salute dei cittadini. Lui, la sua giunta e la sua maggioranza, incapaci di un sussulto d’orgoglio per la città, genuflessi a Riccardi perché ognuno l’anno prossimo ha bisogno di un posto al sole, anche misero, per continuare a dire esisto. Andrea Picco



Analisi perfetta, ancorché amarissima..