
Spente le luci sul primo e unico concerto all’aeroporto, due conti vale la pena farli.
Iniziando con i tempi: doveva essere il 2025 l’anno dei grandi eventi al Duca d’Aosta, siamo arrivati lunghi di un anno, tanto che si potrebbe dire che è stato il primo evento di Pordenone & Friends 2027.
E sì che le operazioni la Regione le aveva messe in cantiere ben due anni prima, iniziando a pagare un fantomatico affitto per l’area di 100mila euro l’anno, senza tuttavia utilizzarla perché priva di servizi adeguati.
100mila euro buoni per ripianare il bilancio della consortile, totalmente partecipata dal Comune anche attraverso una piccola quota di Sdag, anch’essa del Comune.
In pratica mamma Regione, che siamo noi, copre il buco di bilancio di una partecipata del Comune, sempre noi, attraverso un affitto di 100mila euro di una porzione di terreno che negli anni scorsi è stata utilizzata solo dalle pecore per la transumanza.
Quest’anno finalmente il primo concerto. Per fare il quale, la Regione, cioè sempre noi, ha investito in sottoservizi, bonifiche belliche, adeguamenti vari oltre 3 milioni di euro.
Anziché Campovolo, suggerirei di chiamarlo Camponolo, visto che campa appunto coi 100mila euro di noleggio dello spazio per finora l’unico concerto, vedremo se e quando ce ne saranno altri.
Resta comunque un Aeromorto, perché di volare ormai non se ne parla neanche più.
Come? Gli idrovolanti nel duemilaeciappelo?
OK, credete agli idrovolanti di Ziberna. Auguri. Andrea Picco



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