
La campagna elettorale è cominciata, non ci sono dubbi. Lo si comprende dall’enfasi con la quale si fa finta di affrontare i problemi, veri o presunti, della città.
Da diversi giorni, senza interruzione, sulla stampa si legge di maranza, di micro criminalità, di taccheggi etc… Titoloni buttati lì, senza un minimo di contestualizzazione.
A Gorizia abbiamo un problema di micro criminalità? Chi lo sostiene dovrebbe in prima battuta fornire i dati, secondariamente saperli leggere.
Secondo la narrazione mainstream, a dar fastidio, a compiere atti contrari all’ordine pubblico sarebbero i cosiddetti MARANZA, ma cosa significa davvero il termine MARANZA?
Per maranza si intende, nel gergo italiano, un individuo appartenente a una schiera o compagnia di giovani rumorosi caratterizzati da ostentati atteggiamenti spavaldi e ineducati, un gergo triviale e un codice di abbigliamento vistoso. La parola viene anche associata e utilizzata, per antonomasia e metonimia, per definire la sottocultura e il relativo fenomeno di costume sociale.
Dunque, fenomeno di costume sociale, un po’ come i paninari, i metallari… forse un po’ più ineducati, come del resto maggiormente ineducata è, generalizzando, l’intera società attuale, senza differenze di età, ceto sociale ed etnia.
E’ sbagliato negare o sottovalutare alcuni fenomeni che accadono anche a Gorizia, criminale è gonfiarli per alimentare la paura e aumentare il consenso elettorale.
Chi ha figli adolescenti sa perfettamente quante e quali siano le paure di un genitore, che viva a Roma o a Gorizia. Ma un genitore attento e consapevole dovrebbe essere sufficientemente onesto da ricordare che ogni periodo storico è caratterizzato da problemi, più o meno evidenti, e che il pugno di ferro non è mai servito, se non a buttare fumo negli occhi di chi è in cerca di facili rassicurazioni.
Piuttosto che puntare il dito e gridare sguaiatamente contro i maranza, sarebbe forse più utile approfondire ciò che genera il bullismo che facilmente si manifesta in aggressività o, nella peggiore delle ipotesi, in violenza.
No, non sono bravate, ma non sono nemmeno atti criminali attorno ai quali costruire il proprio consenso personale.
Chi sono i nostri adolescenti? Che paure hanno? Hanno un luogo in cui ritrovarsi? Hanno qualcuno che li prenda in considerazione? Non essendo ancora elettori (chissà se mai lo diventeranno) la politica si interessa a loro?
Queste sono le domande a cui bisognerebbe cercare di rispondere con la consapevolezza che, in ogni caso, l’adolescenza è un periodo delicato in cui MARANZA, visto che piace il termine, può essere anche il figlio dell’avvocato e del commercialista… con qualche soldo in più per cancellare con un colpo di spugna gli errori commessi.
La vecchia storia di “ai miei tempi le cose erano diverse” non funziona più perché chi la racconta sa perfettamente che anche i suoi tempi, anni ’70, ’80, ‘90 avevano i loro problemi, vestiti con abiti differenti, ma non meno seri… Eleonora Sartori



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