
Morire di caldo non è più solo una figura retorica, è la realtà che vivono molte cittadine e molti cittadini a partire da quelli più fragili, come gli anziani, i cardiopatici, le persone affette da problemi respiratori, quelle che vivono in povertà energetica e quelle che pagano a caro prezzo le conseguenze di eventi climatici avversi.
Sembra che qualcosa stia cominciando a muoversi in termini di consapevolezza: lo si nota dalla quantità e dalla qualità delle conversazioni generate sui social (https://www.facebook.com/share/p/196EjeXBv4/) ma anche dalla grande eco che ha avuto la nostra mozione sulla depavimentazione urbana.

Non si tratta più di percezioni, ma di dati scientifici oggettivi che le amministrazioni devono sapere leggere per poter adeguare il loro operato, anche alla luce delle disposizioni europee e nazionali. Gorizia non fa eccezione.
Gorizia è una città con 11 tra parchi e giardini e circa 140 metri quadrati di verde per abitante. Uno potrebbe pensare che basti così, ma non è vero. A Gorizia manca un Piano del verde, uno strumento di pianificazione urbanistica che consente non solo di fotografare l’esistente, ma di indirizzare le scelte politiche e di stabilire delle priorità per quanto riguarda i lavori pubblici.
Servono tecnici capaci di implementare le azioni e serve sicuramente una cultura ambientale più spinta. Se la seconda, però, è compito di ciascuno di noi, regolamenti e personale adeguato sono compiti della Pubblica Amministrazione.
Inutile si strilli che la Regione fa, che la Regione finanzia: affinché i Comuni possano partecipare ai bandi e successivamente attuarli devono dimostrare prima di tutto coraggio e lungimiranza politica, e poi avere le risorse umane per poter mettere a terra tutto ciò che serve.
Il sindaco ha fatto propria la nostra mozione, è vero, ma il cambiamento climatico non aspetta. Bisogna da subito e con urgenza cominciare ad agire e fare tutto ciò che serve per rendere vivibili le nostre città.
Nel breve periodo ci si potrebbe concentrare su spazi di proprietà comunale quali piazze cittadine (es. piazza Vittoria, piazza Battisti, posteggi pubblici e privati), progetti pilota su marciapiedi e percorsi pedonali, aree di sosta e parcheggi (es. APT), rotonde…
Ogni metro quadrato sottratto al cemento è un metro quadrato restituito al benessere psico fisico delle cittadine e dei cittadini e alla socialità.
Quoto ciò che ha scritto la giornalista Arianna Ciccone:
non è più tempo di sinistra contro destra, e nemmeno di democrazia vs autoritarismi. Ora siamo a un livello ancora diverso: la linea di frattura passa tra chi sa perfettamente qual è la posta in gioco con la crisi climatica e chi nega o se ne fotte altamente perché tanto a schiattare saranno le generazioni future.
Ecco, la politica davvero coraggiosa e lungimirante semina affinchè qualcun altro raccolga i frutti, senza pensare a un tornaconto elettorale. I bonus non bastano a risolvere i problemi, servono politiche serie che guardino a un orizzonte un po’ più lontano di quello di un mandato. Eleonora Sartori



Approvo e sottoscrivo! Simonetta
Gorizia e città verde mi fa piacere ma con marciapiedi rotti in certe zone e la verità