
Nella fase di invio, da parte del pubblico, delle proposte alla variante di conformazione del Piano Regolatore Generale Comunale di Gorizia al Piano Paesaggistico Regionale del Friuli Venezia Giulia, Forum Cultura ha presentato un articolato documento che, tra l’altro, si ricollega alla grande mobilitazione cittadina del 2019 per limitare le industrie insalubri nelle aree industriali e artigianali di Gorizia.
Riteniamo che sia questo il contesto cui il sindaco, la giunta, l’assessore Del Sordi si riferivano quando sostenevano, impedendo la discussione della petizione in consiglio comunale, che la variante richiesta da oltre 1650 cittadini andava affrontata in sede di riscrittura del Piano Regolatore.
La variante attuale non è esattamente un nuovo Piano regolatore, ma visto che questa giunta la considera come tale, di logica questa volta non potrà essere eluso il tema proposto.
Variante di conformazione del Piano Regolatore Generale Comunale (PRGC) al Piano Paesaggistico Regionale (PPR) – Proposta per _ l’accoglimento nell’elaborazione della variante di conformazione delle richieste oggetto della petizione popolare presentata al Comune di Gorizia nel 2019, diretta a limitare le destinazioni d’uso delle due zone omogenee artigianale ed industriale con l’esclusione delle industrie insalubri di 1° e 2° classe e gli impianti di trattamento rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi;
promuovere e sostenere la localizzazione di nuovi siti di produzione di energia rinnovabile da fotovoltaico nelle aree che rientrano nel censimento regionale dei siti produttivi dismessi inclusi nel “Master Plan Sviluppo Impresa – Friuli Venezia Giulia – L.R. n. 3 del 22 febbraio 2021”;
prevedere la rigenerazione e alla rinaturalizzazione siti produttivi dismessi con iniziative di forestazione urbana, la creazione di parchi pubblici e la definizione di fasce di mitigazione ambientale
PREMESSO che l’area di Sant’Andrea ha subìto nel corso dei decenni una profonda trasformazione urbanistica che ha visto il sacrificio e lo sfruttamento di vaste porzioni di territorio a vocazione agricola e naturale, convertite in zone industriali e artigianali, determinando il progressivo depauperamento delle originarie qualità ambientali, paesaggistiche e sociali del quartiere, con ciò subendo degrado e marginalizzazione.
PREMESSO che nel 2019 una forte mobilitazione cittadina si è espressa tramite una petizione popolare contro l’insediamento di industrie insalubri nel comprensorio, manifestando il diffuso disagio della popolazione e la necessità di invertire la rotta dello sviluppo urbanistico locale a tutela della salute pubblica, della vivibilità urbana e delle qualità ambientali.
RICORDATO che in riscontro a tale petizione, la Giunta Comunale giudicò la petizione inammissibile, così da impedirne la discussione in consiglio comunale ed espressamente rimandò la risoluzione dei nodi critici sollevati dai cittadini alla futura fase di riscrittura del vigente PRGC, oggi individuabile nel processo di conformazione al Piano Paesaggistico Regionale (PPR).
CONSIDERATO che l’attuale fase di conformazione del PRGC al PPR rappresenta anche l’occasione attesa e vincolante per recepire gli obiettivi di tutela ecologica, valorizzazione del paesaggio, ricostruzione delle reti ecologiche e contenimento del consumo di suolo previsti dalla pianificazione regionale sovraordinata.
CONSIDERATO che il quadro normativo deve tener conto anche della Legge regionale 9 marzo 2026, n. 4 – Disciplina urbanistica degli insediamenti logistici , che considera esplicitamente la salvaguardia della salute pubblica, degli ambiti e dei beni soggetti a tutela ambientale e paesaggistica, nonché dello sviluppo sostenibile, anche in un’ottica di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici.
CONSIDERATO che il quadro normativo regionale è oggi in fase di profonda e imminente evoluzione tramite il Disegno di Legge n. 90 di riforma del governo del territorio e dell’urbanistica, il quale assume come principi cardine imprescindibili il bilancio del consumo di suolo a saldo zero, la rigenerazione urbana e territoriale, la disponibilità delle dotazioni ecologiche necessarie a garantire il benessere degli abitanti e il rispetto della biodiversità, della mitigazione e dell’adattamento al cambiamento climatico, la realizzazione di infrastrutture verdi e blu quali elementi strutturali della città e del territorio costituenti un sistema di spazi naturali e semi-naturali interconnessi e multifunzionali.
CONSIDERATO che all’interno del comprensorio facente capo al Consorzio di sviluppo economico della Venezia Giulia insistono lotti e aree classificate come “Zona D – Industriale/Artigianale” che risultano di fatto dismesse, abbandonate o che non sono mai state edificate.
RILEVATO che la restituzione di queste aree alla collettività attraverso interventi di rigenerazione urbana e rinaturalizzazione risponderebbe pienamente agli obiettivi ecologici del PPR (corridoi verdi, mitigazione climatica, tutela della biodiversità), alle istanze sociali dei residenti di Sant’Andrea, rivolte a migliorare i contesti ambientali ed urbanistici compromessi dalle scelte pianificatorie del passato.Tutto ciò premesso, considerato e rilevato, il/la sottoscritto/a, in vista della scadenza del termine del 25 luglio per l’invio di contributi e proposte alla variante, formula la seguente
PROPOSTA: l’Amministrazione Comunale di Gorizia, nell’ambito del processo di conformazione del PRGC al PPR, adotti le seguenti misure nel comprensorio di Sant’Andrea:
INTRODUCA norme restrittive sull’insediamento nella zona industriale di Gorizia di industrie insalubri di 1° e 2° classe e di impianti di trattamento rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, come richiesto dai 1656 cittadini firmatari della petizione del 2019.
PROCEDA a rinnovare il censimento e alla perimetrazione puntuale di tutte le aree e i lotti industriali/artigianali (Zone D) attualmente dismessi ed ecologicamente compromessi, ricadenti nel comprensorio del Consorzio di sviluppo economico Venezia Giulia di Gorizia, ai fini dell’aggiornamento del Master plan di riconoscimento dei complessi produttivi degradati previsto dalla LR 22 febbraio 2021, n. 3 (Disposizioni per la modernizzazione, la crescita e lo sviluppo sostenibile verso una nuova economia del Friuli Venezia Giulia (SviluppoImpresa).
PIANIFICHI, in relazione alla Variante di conformazione, specifiche azioni di politica industriale per sostenere la localizzazione di nuovi siti di produzione di energia rinnovabile da fotovoltaico nelle aree che rientrano nel censimento regionale dei siti produttivi dismessi inclusi nel “Master Plan Sviluppo Impresa – Friuli Venezia Giulia, ai sensi dell’art. 2 della LR 4 marzo 2025, n. 2, (Norme per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili sul territorio regionale) che considera idonee << a) le aree a destinazione industriale, artigianale, per servizi e logistica come delimitate dagli strumenti urbanistici, privilegiando l’utilizzo di strutture edificate e le aree a destinazione industriale che rientrano nel censimento regionale dei siti produttivi dismessi inclusi nel “Master Plan Sviluppo Impresa – Friuli Venezia Giulia>>, con ciò proponendo agli investitori vantaggiose e semplificate alternative alla realizzazione di campi fotovoltaici in aree agricole, di pregio paesaggistico e naturalistico o in aree completamente rinaturalizzate.
INSERISCA nelle Norme Tecniche di Attuazione del nuovo strumento urbanistico specifici indirizzi operativi e vincoli di destinazione volti alla rigenerazione e alla rinaturalizzazione siti produttivi dismessi con iniziative di forestazione urbana, la creazione di parchi pubblici e la definizione di fasce di mitigazione ambientale;
ATTIVI percorsi di finanziamento regionali ed europei legati alla transizione ecologica e alla rigenerazione urbana per sostenere le eventuali operazioni di bonifica e ripristino ambientale dei suoli liberati.



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