
Se l’intelligenza di una specie si misura dalla sua capacità di adattamento dobbiamo dire che gli umani non stanno dimostrando grande intelligenza, considerato che ci stiamo rovinando con le nostre stesse mani.
Sono anni ormai che gli scienziati di tutto il mondo ce lo ripetono: il nostro tenore di vita è al di sopra delle possibilità di recupero della terra, tanto che quest’anno abbiamo raggiunto il giorno del sovrasfruttamento terrestre (Earth Overshoot Day) il 30 di luglio; tutti i giorni successivi dell’anno viviamo a debito, ma a debito di chi? Delle future generazioni?
Inoltre la popolazione mondiale continua a salire. Non è più tempo di “andate e moltiplicatevi” e neanche di aumentare i consumi, ma di contenerli.
Chi nega il disastroso impatto climatico e sostiene che d’estate “ha sempre fatto caldo” e “ci adatteremo”, o è in malafede per ragioni politiche o di interesse, oppure va incontro ad un fenomeno di “negazione”, un umanissimo meccanismo di difesa in cui l’individuo è incapace di accettare un fatto troppo difficile da tollerare.
In molti casi poi manca una reale consapevolezza di quanto sta accadendo, delle cause e delle possibili soluzioni. Anche i giovani mi sembrano piuttosto tiepidi sul tema clima.
La colpa sarà anche nostra ma il futuro è vostro! Il cambiamento climatico andrebbe insegnato a scuola fin dalle elementari.
Come sempre la crisi ci coglie impreparati e dobbiamo rincorrerla, anche se questa volta rischiamo di non fermarla in tempo.
E’ incredibile come alcuni governi rimangano sostanzialmente inerti, evitando di parlare del problema, sviando l’attenzione con notizie fuorvianti di scarso o nullo interesse per il benessere della popolazione. Chi non è capace di pensare al bene del popolo oltre al proprio mandato non dovrebbe governare. Del resto non mi sembra che l’opposizione si stia stracciando le vesti per contrastare il cambiamento climatico.
Molte tecnologie per contrastare l’accumulo di gas serra esistono già, altre sono in fase di ricerca o di sviluppo, ma naturalmente ci vuole la volontà politica per metterle in atto. E soprattutto bisogna agire a livello mondiale, sperando in qualche risultato concreto della COP 31, anche se Trump non ci sarà e continuerà impunemente a trivellare (ma qualche americano ci sarà).
A livello nazionale parlare di nucleare sposta in là la soluzione del problema di almeno 15 anni (senza considerare i costi elevatissimi e il problema irrisolto delle scorie), invece di agire urgentemente con soluzioni sicure e più economiche che dovrebbero essere incentivate ed accelerate fin da subito.
Speriamo che la flessibilità di bilancio concessa dall’Europa all’Italia per la sicurezza energetica contribuisca ad accelerare gli investimenti strutturali e strategici, e non miri solo allo sviluppo del nucleare. Sarebbe un suicidio.
Non cercare soluzioni immediate si traduce in un crimine ambientale e un danno enorme alla popolazione, soprattutto alle fasce più povere in quanto sprovviste di costosi sistemi di adattamento e impossibilitate anche ad accedere alle attuali forme di incentivazione.
Purtroppo il caldo non è uguale per tutti, anche se prima o poi lo pagheremo tutti in termini di danni alle infrastrutture, all’agricoltura, allevamento e pesca. I soldi, si sa, non si mangiano.
Ci attende un futuro di acqua razionata, di carne sintetica, di tessera di crediti di carbonio, di migrazioni. Non possiamo continuare come se niente fosse.
Ma cosa possiamo fare noi per non farci prendere dall’ecoansia prima che ci paralizzi e ci deprima?
Ci sono azioni che spettano ai governi ma nessuno può tirarsi indietro: tutti noi, nell’attesa di azioni ad altri livelli, possiamo fare qualcosa ogni giorno per il bene dell’ambiente che ci circonda.
Naturalmente i più ricchi e più grandi consumatori dovrebbero fare più di tutti, mobilitarsi per dare il buon esempio e finanziare la ricerca.
Chi è privilegiato e può farlo dovrebbe installare un impianto fotovoltaico, l’ideale sarebbe aderire ad una comunità energetica solidale, se possibile. Dovrebbe coibentare la casa di abitazione per ridurre il consumo di gas e di elettricità sia d’inverno che d’estate. Dovrebbe optare per l’auto elettrica o ibrida al momento della sostituzione.
Tutti dovremmo utilizzare mezzi di trasporto pubblici: treno e bus anziché l’auto propria, e bicicletta naturalmente, inoltre dovremmo fare a meno di volare se non necessario. Vi assicuro che conosco persone che non possiedono l’automobile e sono felici.
Tutti dovremmo modificare le abitudini alimentari sostituendo la carne di manzo con cereali e legumi per esempio, ottimi per la dieta e per il pianeta. Scegliere cibi di produzione locale, possibilmente a chilometro zero. Ridurre il consumo di acqua. Fare a meno di vestiti superflui, riciclare gli abiti che non vanno più bene. In fondo il mercato lo indirizziamo noi, con le nostre scelte.
Infine dovremmo esigere dal nostro Comune azioni a favore del risparmio energetico e dello sviluppo di energie rinnovabili a vantaggio di tutti i cittadini, riforestazione urbana, realizzazione di rifugi climatici, efficientamento degli edifici di edilizia popolare.
E’ fondamentale votare per chi mette l’ambiente e il cambiamento climatico al primo posto nel programma. Dobbiamo farci sentire.
E’ strategico informare e sensibilizzare familiari e conoscenti, diventare una comunità che cambia, insieme è tutto più facile.
Non ci sono scuse: una singola azione a favore dell’ambiente e del clima sarà una goccia nel mare, ma il mare ringrazierà. Maria Teresa Padovan



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