
L’ingarbugliato “affaire Isonzo” merita un racconto ordinato e puntuale, dalla sorgente alla foce tanto per restare in tema.
Nelle calde giornate di agosto, seguite alle altrettanto calde giornate dei mesi precedenti di un’estate che ricorderemo, purtoppo pare non come la più rovente di sempre, Forum Gorizia decide di tornare sull’annosa questione della vita del fiume Isonzo e sulla sua ancora non compiuta gestione transfrontaliera.
La vicenda non è nuova e Martina Luciani nel suo blog ne parla da tempo: https://piazzatraunikgorizia.blogspot.com/. Ad essere nuova è la modalità seguita, che percorre due binari paralleli: una lettera alle autorità competenti per la parte italiana, tra le quali il Ministero per l’Ambiente, inviata dall’associazione Forum Gorizia e la redazione di un ordine del giorno da portare all’attenzione e alla successiva discussione in Consiglio comunale da parte di noi consiglieri comunali Eleonora Sartori e Andrea Picco.
Succede che l’ordine del giorno non viene accolto e inserito tra i punti in discussione della seduta di Consiglio del 14 settembre scorso per motivazioni legate a una presunta inamissibilità: la questione riguarda due stati, le formulazioni sarebbero troppo perentorie e sì, avrebbero potuto essere modificate, ma con ovvio conseguente allungamento dei tempi che avrebbe fatto slittare a chissà quando il dibattito in aula. Sicuramente dopo il 30 settembre e il primo ottobre, le date della riunione della Commissione mista sull’idro-economia.
Niente ordine del giorno, dunque. La proposta è di far confluire l’argomento nelle comunicazioni del Sindaco a inizio seduta e in una successiva lettera che lo stesso primo cittadino avrebbe consegnato nei giorni successivi al Ministro Tajani, in visita a Gorizia. L’argomento è importante e rinunciare alla soluzione proposta per una mera questione di principio sarebbe stato sciocco e controproducente. Che comunicazione e lettera siano, allora!
Due piccoli particolari: dalle comunicazioni alla lettera succede si perde qualcuno e si aggiunge qualcosa. I consiglieri comunali promotori dell’ordine del giorno spariscono dai radar, compare invece il progetto della diga sull’Isonzo (di cui parla ampiamente Martina Luciani nel suo blog), soluzione che non veniva assolutamente presa in considerazione nell’istanza originaria. Le magie della politica!!!
Il destino vuole, però, che proprio nei momenti in cui il primo cittadino faceva propri i contenuti del nostro ordine del giorno (con l’aggiunta di cui sopra) senza citarne la fonte, il Ministero dell’Ambiente risponde a Forum Gorizia in maniera precisa e puntuale. Qui la risposta.
A questo punto, però, la domanda sorge spontanea: non era inammissibile? Perchè allora il Ministero risponde direttamente al presidente di una associazione? Non dovrebbe avere più rilevanza una richiesta di un organo democraticamente eletto che quella di un singolo, ancorchè rappresentante di una associazione? Mistero…
Riassumendo: tutte le nostre istanze sono inserite all’interno dell’ordine del giorno della imminente riunione della Commissione mista sull’idro-economia! Una bella soddisfazion e una grande vittoria!
L’ordine del giorno ora prevede di discutere:
rilasci urgenti di maggiori quantitativi d’acqua dalla diga e dall’impianto idroelettrico di Salcano in caso di crisi idrica
stabilizzazione di costanti e maggiori rilasci d’acqua per evitare la costruzione, con ingenti investimenti di risorse pubbliche, di ulteriori dighe, o traverse o bacini di rifasamento in territorio italiano
misure congiunte per gestire la portata dell’Isonzo e della definizione di un protocollo per affrontare i periodi di siccità
Il Ministero ci informa che dal maggio 2024 la Commissione mista ha deciso di costituire e riattivare specifici Gruppi di lavoro tecnici bilaterali, specificamente dedicati all’attuazione della Direttiva Quadro sulle Acque, alla mitigazione degli impatti dell’hydropeaking (i rilasci intermittenti che distruggono l’ecosistema) e alla definizione di un protocollo per la gestione dei bassi tiranti idrici in periodi di siccità. La rappresentanza italiana in questi gruppi di lavoro è garantita dall’Autorità di Bacino delle Alpi Orientali, dalla Regione FVG e da ARPA FVG.
Erano temi che un altro soggetto, il Patto per l’Autonomia, aveva posto anche in una mozione regionale, con cui chiedeva una governance realmente transfrontaliera, trasparente e partecipata dell’intero bacino dell’Isonzo-Soča, una diversa regolamentazione dei rilasci di Solkan e una struttura permanente di cooperazione tra Italia e Slovenia.
Ora resta da capire che cosa sia successo in questi due anni, da quando sono stati istituiti i tavoli tecnici menzionati nella lettera del Ministero: quali dati sono stati raccolti, quali studi e misurazioni siano stati prodotti e, soprattutto, quali soluzioni siano emerse sul problema dell’hydropeaking? Per questo verrà presentata un’interrogazione alla Giunta regionale: le soluzioni condivise individuate consentono di evitare la diga da 14 milioni sul tratto italiano, da molti data per già decisa e che invece evidentemente non lo è?
Infine, il Ministero valuterà la richiesta del Forum Gorizia di avviare la concertazione per la nascita di una Commissione Internazionale per la Protezione e Gestione del Fiume Isonzo-Soča, e ci sono delle novità anche sulla trasparenza, visto che è prevista la presentazione di un portale web “Isonzo” dedicato all’attività della Commissione mista.
Un risultato estremamente importante: la gestione dell’Isonzo non sarà più una questione diplomatica senza strumenti di controllo e verifica sui temi, sulle decisioni e sulle relative motivazioni, in linea con il principio internazionale di accesso alla giustizia in materia ambientale e con il diritto alla tutela giurisdizionale previsto dall’art. 24 della Costituzione italiana.

Un interessante articolo sulla storia della gestione dell’Isonzo è anche su Il Passo Giusto: https://ilpassogiusto.eu/isonzo-tra-due-stati-ritardi-culturali-burocrazie-miopi-e-interessi-parziali/ Eleonora Sartori



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