
Ritorna “Tracciare Futuri”, il festival della partecipazione che anche quest’anno coinvolge Gorizia, oltre che Monfalcone e Staranzano.
Nato per promuovere la partecipazione civica, l’evento propone tavoli di lavoro tematici, laboratori e dibattiti aperti alla cittadinanza, ad associazioni e amministratori locali. I temi affrontati spazia dalla demografia alla sostenibilità ambientale, fino all’analisi delle paure collettive e della coesione sociale.
L’edizione di quest’anno che partirà da Gorizia giovedì 1 ottobre intende affrontare il tema della paura. Nello specifico, i due tavoli organizzati nella sede del Forum Gorizia dalle 18 alle 20, si pongono l’obiettivo di analizzare la paura da due punti di vista diversi: la paura in negativo e la paura in positivo.
Il primo tavolo, dal titolo “La sindrome del Gattopardo: anatomia del cambiamento” sarà dedicato a un percorso di analisi e confronto per smascherare le false rivoluzioni e le resistenze sistemiche che bloccano l’innovazione nelle organizzazioni e nelle comunità. Il tavolo esplorerà i meccanismi politici, culturali e psicologici che spingono i gruppi a simulare il cambiamento per preservare lo status quo, offrendo chiavi di lettura e strategie operative per sbloccare i processi decisionali collettivi.
Facilitatori: Anna Di Gianantonio e Simone Carotenuto.
Il secondo tavolo “La paura fa 90: come l’attivismo e l’organizzazione collettiva possono trasformare la paura” sarà un laboratorio pratico e di confronto strategico dedicato alle forme di resistenza comunitaria di fronte alla contrazione dei diritti e dei servizi pubblici. Il tavolo analizzerà come la paura, l’incertezza e la precarietà possano essere trasformate in energia politica, esplorando strumenti operativi di mobilitazione dal basso, mutualismo e organizzazione collettiva per difendere, rivendicare e ricostruire lo stato sociale.
Facilitatori: Adelino Adami e Daniela Careddu
La partecipazione ai tavoli è aperta a tutte e tutti.




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